
Anno 2010
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I think, I see,
I take, I scratch. La
magia della Polaroid Serata “graffiante”, in tutti i sensi, quella di venerdì
sera che ha inaugurato il trentesimo compleanno del Circolo Fotografico
Arno. Nonostante il freddo per motivi di riscaldamento, l’aria si
è fatta calda e accogliente grazie a questa mostra fotografica nata in
seguito ad uno workshop sulla polaroid, alla quale hanno partecipato:
Francesca Bigazzi, Chiara Cecchini, Alice Tinalli, Simone Bianchini,
Lorenzo Bucca, Carlo Chechi, Dominick Monini, Graziano Romoli. Per chi non fosse stato presente a quest’incontro, per
polaroid non intendiamo solo lo scatto e l’attesa che si formi la
foto, ma proprio mentre l’emulsione dà i primi tratti del soggetto,
la si graffia via formando così degli effetti quasi come in un dipinto. Un’interpretazione di Figline Valdarno diversa da come la
vediamo tutti i giorni, una Figline mai vista o forse sognata come ha
detto lo stesso sindaco Nocentini di questo bellissimo comune. A proposito del sindaco, vorrei farle i miei ringraziamenti,
e non solo a lui: vorrei farli anche al nostro presidente del Circolo
Fotografico, Silvano Monchi, ed al nostro docente, Antonio Manta, per
averci dato questa opportunità. Ma il soggetto della serata non è stata solo la mostra
fotografica, anzi. Mi preme sottolineare che questa mostra ha aperto il
trentesimo anniversario del Circolo fondato il giorno 8 ottobre 1981.
Negli anni questo circolo si è fatto conoscere a livello internazionale
e in tutto il mondo grazie ai suoi anni di attività e ai vari concorsi
organizzati tra cui ricordiamo il “Gran tour delle colline”. Putacaso il trentesimo coincideva proprio con la tessera soci
numero mille, tessera assegnata ad honorem al Sindaco del comune di
Figline Valdarno, Nocentini Riccardo che, questa volta, non ci ha
ringraziato solo per l’organizzazione, ma anche per l’amicizia
dimostrata. Per quanto riguarda la mostra fotografica vorrei ricordare
alcuni pensieri dei partecipanti che mi hanno colpito di più. In primo luogo il fatto che grazie a questo metodo ognuno di
loro è riuscito a imprimere nella fotografia le proprio emozioni ed a
dare loro un tocco personale, così che, anche fotografando lo stesso
soggetto, nessuna immagine era uguale all’altra. In secondo luogo la costrizione di avere solo 10 scatti a
disposizione da suddividere in due giorni, li ha obbligati a pensare e
prevedere la fotografia finale, esercizio utilissimo soprattutto oggi
che con le macchine fotografiche digitali spesso scattiamo anche senza
pensare. Infine, la cosa per me più bella, è stata la collaborazione
che hanno dimostrato questi ragazzi in un lavoro che è diventato
collettivo e non più individuale come oggi spesso vediamo nel mondo
della fotografia. Difetti o mancanze per me sono difficili da trovare: sarà
che sono anch’io una delle partecipanti di questo workshop, sarà che,
sempre secondo me, è stato realizzato un lavoro veramente speciale, ma
non ci sono. E con questo vi do appuntamento a venerdì 10 dicembre con
tutte le opere premiate quest’anno a confronto! http://www.facebook.com/event.php?eid=176806782332539. Alice Tinalli
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Uno sguardo sulla terza età… Ieri sera al Circolo fotografico Arno si è svolto un
concorso interno con tema La terza età. Innanzitutto volevo complimentarmi con tutti i partecipanti
per i loro scatti fotografici: uno più bello di un altro; ogni foto
esprimeva qualcosa di unico e diverso, cosicché, anche la giuria ha
avuto molte difficoltà a decidere quale premiare. A proposito della giuria: qualche lamentela (come sempre del
resto; quale giuria non è criticata?) per la scelta e, soprattutto, lo
scarto di certe fotografie. Loro ricercavano nella terza età la vitalità
e la voglia di fare ancora, ma questa fase della vita non è solo ciò:
bisogna tenere di conto anche gli aspetti “negativi” come la
nostalgia del passato e il timore per il futuro. Ma qui entriamo in un
discorso diverso che forse non è neppure di mia competenza. Congratulazioni sopratutto ai tre premiati (ho piacere di
dire che il nostro Presidente Silvano Mochi si è aggiudicato il primo
posto): fotografie straordinarie, sia tecnicamente sia per il loro
contenuto; qualunque descrizione non renderebbe neppure l’idea. Sempre riguardo al tema della terza età vi consiglio la
mostra fotografica “Giro di vite” di Filippo Falugi, Daniele Poggesi
e Valerio Iossa, soci del Circolo Fotografico Arno, mostra dedicata agli
anziani dell’ASP Martelli che si terrà in questa struttura fino al 31
dicembre. Per saperne di più: http://www.facebook.com/event.php?eid=175526785791588 Ve la consiglio non solo perché è stata ideata da dei soci
del nostro circolo, ma anche perché si impara anche osservando le
fotografie degli altri. Per il prossimo venerdì, 3 dicembre vi ricordo la mostra
fotografica workshop “La magia della polaroid”: http://www.facebook.com/event.php?eid=176806782332539. Alice Tinalli
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Bruno
Madeddu al circolo Un
incontro veramente interessante quello di venerdì sera al circolo con
Bruno Madeddu, classe ’59, residente a Sarzana (La Spezia). Si
è presentato come una persona gentile, cordiale e disponibile a
condividere il suo pensiero e le sue tecniche per quanto riguarda la
fotografia. Un
fotografo a tutto-tondo che spazia dalla pellicola in bianco e nero,
alla polaroid, al digitale. E anche perché le sue fotografie variano
fra tanti temi. La sua determinazione fa in modo che lui segua tutto il
percorso della creazione della fotografia, dalla camera oscura, alla
stampe, compreso il ritocco in post-produzione. Tutto
questo possiamo rivederlo nelle sue fotografie: sono semplici, anche se
abbiamo dei fotoritocchi, attimi aspettati con tanta pazienza e poi
rubati. (Per vedere le sue foto: http://www.fotoclublincontro.com/main/soci-del-fotoclub/bruno-madeddu) Interessante
anche il dibattito sull’importanza della macchina fotografica: Bruno
Madeddu ha fatto molti scatti anche con la “compattina”, per la
comodità di portarla con sé, anche in tasca. La
conclusione comunque è stata che c’è differenza tra macchina e
macchina, ma se non c’è la mano buona non serve a niente la macchina
fotografica migliore nel mercato. Il
momento più bello è stato quando ha affermato che lui fotografa per se
stesso e non per le mostre o i concorsi fotografici, quello viene dopo.
Scatta ciò che piace a lui e non ciò che può piacere agli altri.
Abbiamo tanto da imparare. È stato un onore e un piacere conoscere Bruno e le sue fotografie! Alice Tinalli
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